<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916</id><updated>2012-01-06T07:38:27.397+01:00</updated><title type='text'>No Man is an Island</title><subtitle type='html'>Nothing lasts forever, but the certainty of Change...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>19</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-765996912573869047</id><published>2011-09-28T14:42:00.001+02:00</published><updated>2011-09-28T14:43:42.115+02:00</updated><title type='text'>Doodle umano a Bologna: ecco come esplodono le buone idee...</title><content type='html'>&lt;div class="art-head"&gt;&lt;div class="art-title"&gt;&lt;h1 class="font36 line42"&gt;&lt;span itemprop="name"&gt;Doodle umano a Bologna: tra  intervista e riflessioni, ecco come esplodono le buone  idee&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="clearer"&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 class="art-subtitle-up art" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span itemprop="description"&gt;&lt;em&gt;Le tredici  candeline di Google raffigurate da sessanta persone in planking sulla piazza di  Bologna: questa l'idea creativa che ieri è arrivata sulla bocca (e monitor) di  tutta Italia, omaggiando il simbolo mondiale della creatività con un atto di  creatività. Perchè le buone idee sono vere esplosioni. E devono essere  valorizzate.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="alto15" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="floatleft" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody" style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ieri Google ha compiuto 13 anni e il buon compleanno si è subito visto dal  doodle&lt;/strong&gt;: è proprio il caso di dirlo, visto che il team di Mountain View ha aperto la &lt;strong&gt;home più cliccata al mondo&lt;/strong&gt; con una graziosa torta di compleanno  autocelebrativa. C’è poco da fare: &lt;strong&gt;Google ha davvero cambiato molte  regole di Internet&lt;/strong&gt;, addirittura creandone “a sua immagine e  somiglianza”. &lt;strong&gt;A Bologna&lt;/strong&gt; c’è poi chi ne ha approfittato per  creare un evento che è già finito su quotidiani e riviste online, &lt;strong&gt;una  vera “performance” che non è passata inosservata&lt;/strong&gt;: dopo essersi dati  appuntamento attraverso &lt;a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=199468180122939" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Facebook&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;sessanta  ragazzi e ragazze si sono ritrovati ieri in Piazza Maggiore, dando vita a un “doodle umano”&lt;/strong&gt;. “Martedì 27 ore 7,30 (mattina) ci troviamo in piazza  maggiore per fare un &lt;strong&gt;Planking mondiale&lt;/strong&gt;. Con la vostra  collaborazione potremmo mettere in piedi un evento di portata internazionale. &lt;strong&gt;Solo venendo martedì mattina capirete il perchè&lt;/strong&gt;… Mi raccomando  la puntualità perchè entro le 8 bisogna andar via”. &lt;strong&gt;E così è  stato&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://static.fanpage.it/socialmediafanpage/wp-content/uploads/2011/09/dallalto1.jpg" title=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-49914" height="272" src="http://static.fanpage.it.s3.amazonaws.com/socialmediafanpage/wp-content/uploads/2011/09/dallalto1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody" style="text-align: justify;"&gt;Se qualcuno si chiede ancora&lt;strong&gt; cos’è il  planking&lt;/strong&gt;, si tratta&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;di una moda nata in Australia  e diffusissima sul web: &lt;strong&gt;fare “planking” significa farsi fotografare  sdraiati a pancia in giù nei luoghi più insoliti&lt;/strong&gt; per poi postare le  immagini sui social network. E così&lt;strong&gt; “la spedizione dei sessanta” è  approdata sul famoso “crescentone” bolognese&lt;/strong&gt; (che altro non è che il  rialzamento della piazza di fronte alla Chiesa di San Petronio), mettendosi in  posa e facendo così &lt;strong&gt;gli auguri più originali a Google&lt;/strong&gt;,  omaggiando – parole degli ideatori – “&lt;strong&gt;con un atto di creatività il  simbolo mondiale della creatività&lt;/strong&gt;“. E qui arriviamo alle &lt;strong&gt;menti  dietro l’evento&lt;/strong&gt;, ovvero &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.gized.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;quattro giovani creativi bolognesi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: Giorgio Grandi, Luca  Marozzi, Enrico Nannetti e Matteo Zini&lt;/strong&gt;, che già lavorano tutti nel  mondo della comunicazione e del marketing, supportati dagli amministratori del  gruppo Facebook, &lt;strong&gt;Raffaele Ferraro e Ivan Belletti&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody" style="text-align: justify;"&gt;La segnalazione mi è arrivata da un’amica in comune – &lt;strong&gt;il mondo, a  volte, è davvero piccolo&lt;/strong&gt; – e subito mi sono incuriosito. Per questo ho  contattato questi ragazzi&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;.  “&lt;em&gt;Abbiamo voluto dimostrare  che i fenomeni di massa, specie quelli con un tasso di viralità molto  alto&lt;/em&gt;“, ha spiegato Luca, “&lt;em&gt;possano essere qualcosa più di un  divertimento, ovvero una risorsa per il mondo della comunicazione&lt;/em&gt;“. Una  bella dimostrazione ben riuscita, insomma. “&lt;em&gt;Anche per questo abbiamo deciso  di “festeggiare” Google nel giorno del compleanno con un “doodle umano” creato  con il planking, il fenomeno di massa del momento: &lt;strong&gt;volevamo omaggiare  con un atto di creatività il simbolo mondiale della creatività&lt;/strong&gt;. Questa  iniziativa è il biglietto da visita del nostro gruppo di creativi. Gli amici di  Planking Bologna sono stati fantastici nel radunare in un giorno tante persone,  noi abbiamo messo la creatività e la nostra conoscenza del mondo dei media a  disposizione dell’iniziativa. Il tutto al prezzo di una levataccia, e della  colazione offerta a tutti i plankers:&lt;strong&gt; una buona idea, sfruttando le leve  della viralità, della facile diffondiblità di un messaggio, può diventare  esplosiva&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;“.&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" id="google_ads_div_fp300x250text_ad_container" itemprop="articleBody"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="alto10" itemprop="articleBody"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #999999;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody" style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;T&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;utta l’iniziativa ruota infine intorno a &lt;a href="http://www.gized.it/index.html" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;GiZed&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. La domanda è spontanea: “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;GiZed? E’ un contenitore di aggregazione delle nostre idee&lt;/strong&gt;  e della nostra creatività, oltre che delle nostre esperienze di marketing e  comunicazione. Gized è a disposizione delle aziende e degli enti che vogliano  sperimentare campagne media o diffusione di un brand fondati soprattutto  sull’utilizzo dei social media e del viral marketing&lt;/em&gt;“. Da “collega di  settore”, ma anche da semplice utente, consumatore e cittadino del  Mondo,&lt;strong&gt; trovo questo doodle umano un magnifico esempio di viral marketing  nella sua forma più pura&lt;/strong&gt;, quotando in toto le parole di Luca. Questo è  davvero un &lt;strong&gt;grande esempio di potenza creativa trasformata in atto  comunicativo&lt;/strong&gt;. Non bisogna però scambiare la fantasia come effimero  prodotto da scaffale: &lt;strong&gt;spesso e volentieri, manager, imprenditori e &lt;em&gt;markettari&lt;/em&gt; offrono budget ridicoli per strategie creative  importanti&lt;/strong&gt;, credendo che non ci voglia niente per realizzare eventi  come questo, se non svegliarsi presto e pagare una colazione a sessanta  persone.&lt;/div&gt;&lt;div class="post-text" itemprop="articleBody" style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il successo sta spesso nelle “piccole cose”, ma ciò non significa che  richiedano meno impegno&lt;/strong&gt;. Una campagna social, un evento viral, un video  in presa diretta di un minuto su youtube: sono tutte “strategie” che richiedono  minor dispersione di risorse economiche, certo, ma &lt;strong&gt;bisogna evitare di  sminuire il lato creativo e organizzativo&lt;/strong&gt;… cosa che vedo ogni giorno di  più negli ambienti sia delle PMI che delle grandi multinazionali. &lt;strong&gt;Giorgio, Luca, Enrico e Matteo ieri hanno dimostrato ancora una volta la  potenza delle idee e della comunicazione a tutto tondo&lt;/strong&gt;. E, fidatevi,  non è poco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;continua su: &lt;a href="http://www.fanpage.it/doodle-umano-a-bologna-tra-intervista-e-riflessioni-ecco-come-esplodono-le-buone-idee/#ixzz1ZFaCdg00" style="color: #003399;"&gt;http://www.fanpage.it/doodle-umano-a-bologna-tra-intervista-e-riflessioni-ecco-come-esplodono-le-buone-idee/#ixzz1ZFaCdg00&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;http://www.fanpage.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-765996912573869047?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/765996912573869047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=765996912573869047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/765996912573869047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/765996912573869047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/09/doodle-umano-bologna-ecco-come.html' title='Doodle umano a Bologna: ecco come esplodono le buone idee...'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-3395045406024609977</id><published>2011-09-25T23:37:00.000+02:00</published><updated>2011-09-25T23:37:28.217+02:00</updated><title type='text'>Timewheel</title><content type='html'>Chiudo gli occhi... &lt;br /&gt;E ascolto i sussurri del mio corpo. &lt;br /&gt;Mi raccontano di una strada tortuosa in cima alle montagne, un crinale roccioso che costringe il viandante a controllare ogni passo dinanzi a se... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' già tardi su quel monte, il Sole sta scendendo e presto arriverà la sera e non ho un riparo per la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non posso, non devo essere stanco adesso... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho scalato la montagna e non ho ancora trovato rifugio.&lt;br /&gt;Ho scalato la montagna e non ho ancora visto la vetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho scalato la montagna e sono rimasto solo quassù, senza ossigeno...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-3395045406024609977?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/3395045406024609977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=3395045406024609977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/3395045406024609977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/3395045406024609977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/09/timewheel.html' title='Timewheel'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-54169566391476679</id><published>2011-09-13T22:45:00.000+02:00</published><updated>2011-09-13T23:07:13.499+02:00</updated><title type='text'>-20</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=P81z_2iNOhk"&gt;Simone Pianigiani durante un time-out di Italia-Israele&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Io "odio" Pianigiani...&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo "odio" cestisticamente come si odia la Juventus o la McLaren o il figo della scuola. E' quel disprezzo semplice e diretto, un misto tra invidia e frustrazione, dovuto all'ingiustizia della vita. Pianigiani è un allenatore mediocre che si è guadagnato il titolo di miglior allenatore d'italia semplicemente perchè in questo momento&amp;nbsp;i suoi colleghi italiani bravi davvero lavorano con&amp;nbsp;squadre o nazionali straniere, ottenendo i loro risultati positivi&amp;nbsp;con quelle e non con le compagini connazionali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Eppure questo timeout la dice lunga...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La dice lunga sul perchè lui sia lì, sul perchè non ci sia nessuno di migliore ora, sul perchè l'Italia (come paese) stia andando piano piano piano verso un miserabile declino... e&amp;nbsp;sul perchè io mi senta così in questo momento. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se Pianigiani è lì, ci saranno delle&amp;nbsp;ragionevoli motivazioni. Attenzione, dico ragionevoli, non GIUSTE. Probabilmente ha fatto o sono state fatte&amp;nbsp;delle scelte e delle mosse che gli hanno permesso di diventare quello che è. Il mondo non è giusto... e spesso nemmeno ragionevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"C'è bisogno che si giochi con un pò di dignita! Con un pò di anima, cazzo!&amp;nbsp;Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì!!! Facciamo a cazzotti almeno... &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;ma che cazzo avete dentro???"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho trascritto&amp;nbsp;le esatte&amp;nbsp;parole del suo discorso, e dentro ci leggo tutto&amp;nbsp;ciò che ho sbagliato, tutto ciò che sono o che sento di essere in questo momento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I giocatori ai quali Pianigiani sta urlando di svegliarsi sono &lt;strong&gt;Bargnani, Gallinari e Belinelli&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;I MIGLIORI GIOCATORI ITALIANI, personaggi che ho imitato ed ammirato in gioventù e che tutt'ora&amp;nbsp;suscitano in me&amp;nbsp;fascino e&amp;nbsp;volontà di emulazione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loro, la meglio gioventù ai miei occhi, stanno perdendo di 20 punti&amp;nbsp;una partita che matematicamente non conta niente, ma che fa la differenza sul piano dell'orgoglio, della mentalità, del futuro di questa squadra italiana che da quasi sei anni perde colpi su colpi e che contava su di loro per riavviare un ciclo vincente, o perlomeno dignitoso, all'altezza del nome che portano scritto&amp;nbsp;sulle maglie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E invece niente, bloccati, paurosi, piccoli... &lt;strong&gt;inutili.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Io "odio" Pianigiani...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Io imito Bargnani, Gallinari e Belinelli...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Sto perdendo di 20....&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ma che cazzo ho dentro?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-54169566391476679?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/54169566391476679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=54169566391476679' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/54169566391476679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/54169566391476679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/09/20.html' title='-20'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-8081784978199158034</id><published>2011-07-25T05:41:00.000+02:00</published><updated>2011-07-25T05:41:30.368+02:00</updated><title type='text'>I vantaggi del Percorso...</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;“Si può portare il bue assetato al fiume, ma, se non sarà lui a bere, morirà.”&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Detto Zen.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: right; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;John Steinbeck.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Nel suo saggio ‘Technopoly” del 1992, Neil Postman mette chiaramente in evidenza il concetto di ‘Ecologia dei media’. In tutto il suo scritto egli illustra, ponendoli in luce con vari esempi, alcuni dei risvolti e degli effetti - negativi e positivi - che le nuove tecnologie possono avere sulla società, sulle categorie, sui gruppi di persone e sulle singole menti umane. Il suo fine è quello di mettere in guardia il lettore portandolo a chiedersi le conseguenze dell’introduzione e del massivo utilizzo dei nuovi media nella propria vita, nel proprio modo di pensare e di agire. Si può dire che l’esimio ex-professore della New York University ha raggiunto pienamente il suo scopo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Sarebbe infatti impossibile, a quasi venti anni di distanza, non riuscire a scorgere nelle elegantissime riflessioni ‘tecnopolistiche’ una bozza, una visione forse sfocata, ma fedele, della situazione attuale. Chi può negare come l’avvento della televisione abbia cambiato le carte in tavola in tutto il panorama della fruizione di contenuti editoriali, siano essi spettacoli, notizie, eventi in diretta o programmi pre-registrati? Gli effetti di questa massiccia intrusione e diffusione del medium televisivo cominciano a denotarsi facilmente da pochi anni a questa parte e sono destinati a risultare sempre più evidenti. Si pensi solo agli adeguamenti operati dagli editori della carta stampata per stare ‘al passo coi tempi’ e tentare di competere con i media più moderni: grafiche accattivanti, copertine e prime pagine sempre più dinamiche, titoli e paragrafi posti in risalto o accoppiati a fotografie con colori ad effetto. Solo negli ultimi quindici anni, i cambi di layout di quotidiani e libri non si contano, tanto da far apparire incunaboli, ad un occhio giovane, edizioni risalenti ad appena 30 anni fa. Ed ecco poi che, quando si era forse giunti alle scosse di assestamento, il panorama viene stravolto nuovamente dall’eruzione vulcanica di Internet. Il fiore all’occhiello della terza rivoluzione industriale prende posto con irruenza ancora maggiore nella vita e nelle abitudini lavorative, personali e sociali (l’ordine non è casuale) degl’individui, quasi monopolizzando la scena ed inglobando in un ‘triangolo delle bermude’ multimediale tutti i media pre-esistenti, che si vedono costretti ad allearsi con il nuovo concorrente informatico e ad ibridarsi con esso per garantirsi un qualsivoglia margine di futura sopravvivenza. Internet predomina su tutto, si espande alla velocità del suono nei paesi che non soffrono del problema del digital divide, arrivando in molte nazioni europee a fornire l’accesso ai propri servizi a più di metà della popolazione. Inoltre, non bastassero gli infiniti vantaggi che il medium offre ai suoi utenti, le condizioni di mercato relativamente favorevoli su computer portatili e cellulari e la graduale espansione degli accessi Wi-Fi gratuiti, insieme alla concorrenza nelle offerte da parte degli operatori telefonici per l’allacciamento ad internet in mobilità, stanno velocizzando ulteriormente il processo di diffusione della rete all’interno di tutti gli strati sociali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Qual è il risultato più immediato? Sempre più persone utilizzano internet per lavorare, informarsi, socializzare. Ma non solo: in continua espansione sono anche i siti ed i fornitori di tali servizi, informazioni e social network, tanto che negli ultimi anni è stata creata la locuzione ‘New Economy’, riferita a tutte quelle attività, imprese e investimenti basati sulle nuove tecnologie informatiche e telematiche gestibili via internet. E in effetti ritengo si possa dire che proprio il settore lavorativo ha costituito un traino importante per l’espansione della rete. Da quando infatti si è cominciato a sfruttare internet (e le intranet) nelle aziende, il lavoratore è stato costretto (come l’editoria poche righe sopra, nda) per ragioni pratiche e di tempistica ad imparare a utilizzare il computer per gestire molte dinamiche lavorative collegate con l’esterno. Una volta appreso l’utilizzo del web, munirsi di una connessione anche in ambito privato è un passo molto breve. Addirittura, molti impieghi legati alla comunicazione (giornalisti, ufficio stampa, organizzatori d’eventi) o ad ambiti economici (broker, consulenti aziendali, ecc.), richiedono una connessione internet sempre operante e una reperibilità pressoché illimitata, al fine di espletare la propria mansione il prima possibile proprio per rispondere alle funzioni e caratteristiche d’immediatezza di internet. Si parla, insomma, di una tecnologia ormai fortemente radicata nel mondo lavorativo e di conseguenza anche in quello privato, grazie anche all’esplosione del fenomeno dei Social Network, uno su tutti Facebook, che in pochissimi anni – circa un decennio – sono arrivati ad essere tra i siti più seguiti ed utilizzati del panorama web ed hanno costretto tutte le altre piattaforme a collegarvisi tramite link per aumentare o quantomeno conservare l’interesse (e il numero di visite) sui propri portali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Un pianeta, una galassia, forse un intero universo nel quale perdersi e ritrovarsi di continuo, incontrare persone senza mai vederle dal vivo, approfittare di offerte strepitose senza muoversi dalla sedia, essere al cinema a casa propria e informarsi, informarsi, informarsi su tutto, forse anche su ciò che davvero esiste e possiede una corporeità da qualche parte là fuori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Sono tantissimi naturalmente gli aspetti e le implicazioni su cui noi, ormai venti anni dopo le annotazioni del Professor Postman, potremmo riflettere o che potremmo approfondire. Sarebbe possibile fare un elenco delle supposizioni sulle quali aveva ragione o torto; si potrebbe completare la sua analisi citando il senso di alienazione sociale che questo modo di vivere include; ancora, si potrebbe invece discutere sul ritorno alla scrittura e alla lettura che i nuovi modi di informarsi e di socializzare comportano, magari citando a questo proposito le teorie del Professor Ong sulla supremazia della scrittura e della visualizzazione nel mondo moderno; tanti altri aspetti e sfaccettature sono estrapolabili da questo grande contenitore di media che è il medium stesso del computer connesso ad internet. Eppure c’è un’altra faccia del dado dalla quale voglio partire, forse per cercare di trovare la pagliuzza nell’occhio altrui (ed evitare così di asportare la trave dal mio).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Come ogni essere umano, anche a me è capitato e capita tuttora di ammalarmi o farmi male, magari partecipando ad un qualche sport di squadra. Il pensiero è sempre lo stesso: in preda al dolore, più o meno forte a seconda delle occasioni o del tipo di incidente, affiora il ricordo delle tante ore stupidamente trascorse ignorando il dono di un fisico sano ed in forze e, insieme ad esso, emerge il desiderio sopra ad ogni altra cosa di riottenere quello status di equilibrio psicofisico e quindi la richiesta di un qualche farmaco o soluzione alternativa che mi riporti immediatamente ad essere la persona di sempre. Non conto più ormai le parole spese in queste occasioni da mio padre, medico, nell’esortarmi ad attendere, nell’invitarmi a trovare un po’ di dignità, orgoglio - e decenza - personali da investire nella resistenza al mio malessere e a non fare stupidi pensieri di medicamenti magici inesistenti. Questo è solo un esempio, ma in quante altre situazioni ho pensato (e forse ancora spero) all’esistenza di un rimedio ISTANTANEO a qualche problema, una soluzione rapida ed indolore che possa cambiare lo status delle cose migliorandole in un battibaleno, come accadeva in uno di quei cartoni o film che guardavo sognante proprio mentre ero a letto con la febbre. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Inutile denotare che ovviamente la realtà è molto molto diversa. Chiunque può avere un colpo di fortuna, ma nel 90% dei casi nessun problema si risolve con una pillola o spingendo un pulsante; questo potrebbe dirlo anche un bambino di 10 anni che abbia dovuto studiare per una interrogazione anche solo una volta o che abbia dovuto fare allenamento per una qualche gara o partita importante. Eppure, alcuni problemi e questioni si possono effettivamente risolvere premendo un semplice pulsante, magari cinque o sei volte: quel pulsante è quello del mouse. Internet e tutto il sistema di commercio online, nonché i social network e lo streaming, l’e-mail e tutte le applicazioni che sono presenti sulla rete non permettono forse di comprare una maglietta e farsela spedire a casa, di organizzare una cena tra amici senza nemmeno doversi telefonare, di sentire o guardare programmi e film senza dover cercare il canale radio o alzarsi dalla sedia per andare al videonoleggio, o ancora di inviare documenti importanti senza dover leccare un francobollo e cercare una cassetta della posta?&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La verità è che questa nuova tecnologia sta spingendo proprio verso tale direzione; essa&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;riesce a ingenerare la sensazione di ottenere tutto in un secondo, illudendo le persone di poter risolvere non solo certi, ma potenzialmente tutti i problemi in pochi attimi. Questo meccanismo è subdolo e complicato da combattere, proprio perché il congegno connesso ad internet ormai è largamente diffuso e difficilmente placherà la sua corsa. L’ottenimento di certi beni materiali sarà sempre più facilitato ed immediato e si espanderà ad altre merci aumentando il raggio di portata di queste illusioni e degli effetti di esse sulle menti. Naturalmente si può dire che non siamo ‘nati ieri’ e che ci sono dei filtri mentali che permettono di scremare realtà fattuale ed impressione in maniera abbastanza netta. Tutto ciò è vero, ma bisogna considerare che molti di noi sono avvantaggiati: io sono nato nel 1985, in un momento storico dove i videogiochi avevano appena cominciato a fare la loro comparsa, il VHS non aveva ancora decisivamente preso il sopravvento come standard di riproduzione video ed in casa mia erano ancora presenti macchina da scrivere e lettore di dischi a 33 giri, oggi ormai cimelio di modernariato per collezionisti. Nella mia esperienza e memoria c’è un percorso di rapido sviluppo ed aggiornamento degli apparati tecnologici: l’avvento del walkman, la prima console per tv, i primi computer da casa (Commodore 64) con floppy disk da 5 pollici, i 386 con Basic DOS, i 486, le console di videogiochi tascabili, la tv con VHS integrato, il lettore CD portatile con antishock, Windows 95, le prime connessioni internet con Netscape navigator fino ai recentissimi (eppure già superati) DVD blu-ray ed i netbook. Un’escalation tecnologica che ha mano a mano condizionato e cambiato il mio modo di vivere, giocare, relazionarmi con il mondo e con gli altri, ma pur sempre gradualmente e per tappe. Ho avuto modo sicuramente di apprezzare le comodità ed i vantaggi di questa progressiva parata di comodità e immediatezze, ma ho pur sempre dovuto metterle in relazione con gli strumenti ed i percorsi di partenza, quelli cioè già presenti nel periodo relativo alla mia più tenera età. E tuttavia, sono rimasto condizionato da questa idea del ‘Deus Ex Machina’ che probabilmente mi è stata inculcata in prevalenza dal medium televisivo e dai programmi trasmessi attraverso esso più che da effettive possibilità di uso e consumo immediati, che solo negli ultimi dieci anni hanno cominciato a diventare realtà effettivamente presenti e funzionanti in Italia. Ogni giorno in qualche piega del mio subconscio devo ancora combattere per convincermi pienamente che il futuro ce lo si costruisce da soli, lavorando e faticando ogni giorno per ottenere almeno in parte ciò che si desidera e non ci sono scorciatoie di sorta, a meno di avere una qualche fortunata occasione durante il viaggio. Il nocciolo della questione è: se persone come me e come tanti miei conoscenti, più o meno coetanei, fanno fatica a distaccarsi da questa logica del ‘tutto subito’, nonostante siano cresciute partendo da una situazione molto meno evoluta e in gran parte ‘analogica’, a quale profondità ne saranno condizionate le persone più giovani (i cosiddetti Nativi Digitali) che sono nate e nascono ad escalation avvenuta, con tutte queste possibilità già presenti ed utilizzabili ed in ulteriore via di sviluppo? Quali ripercussioni avrà questa dinamica di fruizione passiva della velocità sulla loro forza di volontà e sulle capacità di farsi posto nel mondo? Si può ipotizzare che le reazioni varieranno per tipologia di persona: chi è di indole aggressiva, sarà portato ad esserlo forse ancora di più (proprio per ottenere il prima possibile ciò che vuole) e chi viceversa è di indole più mite sarà forse portato ad essere più attendista e rinunciatario (proprio perché se le cose sono difficili da ottenere, è più semplice aspettare che arrivino da sole o rinunciarci). Ma in questa sede non è interessante compiere un’analisi psicologica comportamentale. Quel che conta è che, in entrambi i casi, si rischierà di perdere di vista l’aspetto più importante nell’ottenimento di un qualsivoglia oggetto del desiderio: il percorso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Facciamo un esempio, spostando l’occhio di bue sul mondo dell’informazione giornalistica. Da qualche anno ormai, si è avuto modo di notare e denunciare il fenomeno dell’overload informativo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 14pt; line-height: 115%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;vale a dire la presenza di &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;una certa ridondanza nella comunicazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che porta a generare &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;confusione; una quantità di news di vario tipo che è inversamente proporzionale all’approfondimento che le caratterizza. Si è compreso che questo meccanismo di ricambio continuo di notizie, la cui importanza è attribuita dai valori notizia assegnati dagli stessi organi di stampa, crea nei lettori un desiderio di tenersi costantemente aggiornati su nuovi fatti e nuove situazioni che si vengono a creare, ma porta anche ad una diminuzione nella comprensione del valore degli accadimenti e dei loro significati. Sappiamo – ce lo dice la Storia - che il modo di informarsi e di scambiarsi opinioni ha la possibilità di influire sulla &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;forma mentis&lt;/i&gt; di tutti i singoli individui e delle comunità in cui vivono, generando addirittura moti rivoluzionari, correnti filosofiche e dottrine religiose. Ora tutti i fatti del nostro mondo sembrano compressi in una pagina web caricata su un computer che cambia layout sei o sette volte al giorno. Non vi è più una reale comprensione della gravità degli accadimenti, né il tempo per capirne le conseguenze implicite. Chi ricorda le notizie considerate da prima pagina anche solo sei mesi fa? E’ questa elaborazione, il percorso, ciò che viene meno nella qualità dell’informazione e conseguentemente nel pensiero di chi si informa. Tutto nuovo, tutto subito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 14pt; font-weight: normal; line-height: 115%; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;Insomma, poiché “il medium è il messaggio” e il messaggio influisce sul pensiero, abituate ad ottenere ciò che desiderano in maniera veloce e spesso completa, quando si ritroveranno ad affrontare complicazioni inaspettate e situazioni più intricate le nuove generazioni saranno probabilmente portate a chiedere aiuto o a desistere lasciando ad altri o alla stessa tecnologia le sorti di alcune loro decisioni. Si tenderà, come già spesso per la verità accade, a contare solo ed esclusivamente sulle soluzioni e le conoscenze reperibili in Rete, evitando quasi del tutto di applicarsi di persona nella ricerca di espedienti in grado di risolvere gl’imprevisti. L’effetto sarà simile a quello che ha portato l’uso quotidiano della calcolatrice (chi tra gli under 30 riesce a fare le quattro operazioni su un foglio con naturalezza e scioltezza, senza violentare la propria memoria, non essendo più abituato a fare i calcoli senza l’utilizzo del computer o del cellulare?) o l’utilizzo perenne della tastiera da computer per scrivere (molte persone fanno fatica a riprendere l’abitudine della scrittura a mano per produrre documenti o note di una certa lunghezza). L’ingegno umano pratico rischia di arrugginirsi parzialmente, di diventare schiavo del suggerimento da forum e fare la fine di quei detti popolari intrisi di esperienza e veridicità che sempre meno vengono citati, e di conseguenza seguiti, nel mondo moderno. In parte è già così; il congegno connesso ad internet, del resto, ha una peculiare caratteristica: può non essere necessario conoscere come è fatta la macchina per farla funzionare, ma potrebbe essere necessario fare funzionare la macchina per conoscere come è fatta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 14pt; font-weight: normal; line-height: 115%; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;Si tratta certamente di una visione molto negativa, forse esageratamente pessimista, degli anni a venire, ma rimane una prospettiva possibile e non auspicabile; del resto, è lo stesso Postman ad avvertirci su come “Il cammino di tutti coloro che presumono di discernere chiaramente la direzione in cui ci porterà una nuova tecnologia è cosparso di conseguenze impreviste”, apportando poi l’esempio del cattolicissimo Gutenberg che con la sua decisiva invenzione mai avrebbe pensato di divenire coadiuvante involontario dell’ascesa del Protestantesimo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 14pt; font-weight: normal; line-height: 115%; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;Vorrei porre un’ultima riflessione prima di concludere. Se si volesse paragonare lo studio delle conseguenze dei media sui comportamenti umani al mito della caverna di Platone, si potrebbe forse affermare che le osservazioni fatte sui media radiofonico e televisivo verso la fine del millennio potessero corrispondere al momento nel quale l’uomo, liberatosi, sta per uscire dalla caverna e deve abituare i propri occhi alla fortissima luce. Egli ha già capito che le ombre sono proiezioni immaginarie ed ha superato il momento della fede, per passare a scorgere finalmente alcune figure reali nel riflesso dell’acqua. Al comparire e diffondersi però del medium connesso ad internet e della conseguente convergenza multimediale, gli studi hanno subito quasi un inevitabile reset ed il percorso all’interno della caverna si è di molto allungato. La continua ed inarrestabile progressione tecnologica, che apporta sofisticazioni e novità sui media stessi a cadenza mensile, rende quasi impossibile compiere un’analisi approfondita come quella che gli studiosi erano riusciti ad operare, ad esempio, sulla televisione. Nel frattempo, le generazioni di studiosi passano lentamente il testimone a quelle successive, le quali sono sempre più prossime alla situazione ambientale nella quale sono cresciuti i Nativi digitali. Inevitabilmente, un giorno, arriverà per gli stessi Nativi digitali il turno di fare le proprie osservazioni. Se le riflessioni fatte in precedenza trovassero riscontro e le nuove menti fossero effettivamente condizionate in maniera così forte dalla mancata esperienza effettiva del percorso di digitalizzazione, come potrebbero essi riuscire a produrre analisi sufficientemente approfondite e in grado di mettere in guardia i futuri utenti mediatici in maniera esauriente, come il Professor Postman è stato invece in grado di fare?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-8081784978199158034?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/8081784978199158034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=8081784978199158034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/8081784978199158034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/8081784978199158034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/07/i-vantaggi-del-percorso.html' title='I vantaggi del Percorso...'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-4608034271676800827</id><published>2011-06-15T01:25:00.000+02:00</published><updated>2011-06-15T01:25:17.216+02:00</updated><title type='text'>Let me apologize, to begin with...</title><content type='html'>Lascia che ti chieda scusa, per incominciare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusami se mi sono lasciato zittire, se mi sono lasciato sotterrare da incertezze irrisolte e problemi cinici, persi nella quotidianità dello scorrere dei giorni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusami se ti ho negato la semplicità, il sorriso, la gioia di dare qualcosa agli altri in cambio di niente o poco più di niente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdonami se non ho saputo rimanere costante, se non sono riuscito a tenermi stretto ciò che davvero era importante sin da piccolo, trasmettendoti solo un senso di vuoto da riempire con ciò che sei riuscito a trovare per strada, nei giardini, negli spettacoli televisivi, nelle discoteche e nei supermercati...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte mi torna in mente quando piangevamo per piccole cose, piccole sensazioni che ci rendevano fragili ed incompresi: certo non erano bei momenti, ma quanto ti faceva sentire vivo, quanto ti faceva sentire forte il saperti così fragile e capace di emozionarti davanti alle piccole complicazioni o dinanzi alle cose semplici ma belle, belle da lasciarti senza fiato quando ti accorgi che esistono davvero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusami se me ne sono andato ad un certo punto, se non ho resistito alla miseria ed al marcio che abbiamo incontrato per il mondo, se non sono sopravvissuto alle frustate che mi hai dato per farmi cambiare passo quando ce n'è stato bisogno... in pochi anni si è trasformato tutto quanto e tu non sei più stato lo stesso, per causa mia, per colpa della mia assenza, del mio lento e graduale spegnermi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora resta in te solo il cancro dell'età adulta, il cinismo... come farai a trovare una strada, senza l'attenzione per le piccole cose che valgono la pena di essere vissute, senza qualcosa a cui aggrapparsi che non abbia una filigrana al suo interno o una banda nera strisciabile su un lato...&lt;br /&gt;Amore, onestà, amicizia, lealtà, rispetto, desiderio di fare sono raccolti ormai marci, foglie cadute dall'albero dell'anima che spoglio di ogni suo avere ormai cerca di sopravvivere al freddo nell'inverno dell'adulto realismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed io, bambino, resto qui dentro al pozzo, grido e nessuno sente e ho freddo e paura del buio, paura di ciò che sta qua sotto senza sole, senza profumi, senza modo di uscire a rivedere il mondo... solo un pozzo, solo un posto umido e inaccogliente dove piangere le poche lacrime rimaste prima di rimanere zitto, per sempre!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-4608034271676800827?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/4608034271676800827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=4608034271676800827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/4608034271676800827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/4608034271676800827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/06/let-me-apologize-to-begin-with.html' title='Let me apologize, to begin with...'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-8152553398612937057</id><published>2011-04-26T13:10:00.000+02:00</published><updated>2011-04-26T13:10:49.991+02:00</updated><title type='text'>Da ultimo...</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tornerà il tempo in cui nascerà vita dalle ceneri inerti sul palmo della mia mano; tornerà il moto silenzioso delle idee e l'ordine della coerenza col passato; da ultimo, tornerà infine l'ardore ingenuo e tuttavia infallibile delle convinzioni, per ricominciare a correre al passo coi tempi, a respirare al ritmo del mondo, a '&lt;i&gt;non contare il numero degli avversari... ma ad affrontarli&lt;/i&gt;'&lt;/span&gt;.&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-8152553398612937057?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/8152553398612937057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=8152553398612937057' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/8152553398612937057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/8152553398612937057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/04/da-ultimo.html' title='Da ultimo...'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-6361892979019895802</id><published>2011-02-26T14:27:00.001+01:00</published><updated>2011-02-26T14:31:38.051+01:00</updated><title type='text'>Turn your public Facebook profile into a Cv: Versione ITALIANA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.claudionader.com/p/see-my-cv.html?spref=bl"&gt;Turn your public Facebook profile into a Cv: Versione ITALIANA&lt;/a&gt;: "Trasforma il tuo profilo Facebook nel tuo Curriculum Vitae..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è una grandiosa idea che può aiutare tutti quanti a combattere la crisi delle occupazioni. Ultimamente sono sempre di più le aziende che sbirciano su FB per trovare candidati e utlizzare tale piattaforma per "sponsorizzarsi" in un momento come questo è sicuramente la cosa più furba da fare per chi sta cercando lavoro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-6361892979019895802?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/6361892979019895802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=6361892979019895802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/6361892979019895802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/6361892979019895802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/02/turn-your-public-facebook-profile-into.html' title='Turn your public Facebook profile into a Cv: Versione ITALIANA'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-402400371700205511</id><published>2011-02-22T19:11:00.000+01:00</published><updated>2011-02-22T19:11:55.715+01:00</updated><title type='text'>Earth is the limit.</title><content type='html'>Guardiamoci negli occhi... abbiamo sbagliato tutto! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dovevamo studiare, non dovevamo seguire gli esempi dei nostri genitori, non dovevamo cercare di accontentarli, lasciandoci sedurre dai racconti della loro vita universitaria e di ciò che sono diventati loro dopo di essa... &lt;br /&gt;Purtroppo nè loro, nè noi ci siamo resi conto di quanto&amp;nbsp;fosse cambiata già dieci anni fa la situazione. eppure era così facile intuire: non potevano rimanere uguali le cose dopo il Muro! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si perchè è stato quello lo spartiacque, è innegabile, tutto è cambiato dopo quell'episodio, dopo quello!&lt;br /&gt;Ma noi no, ci abbiamo camminato sopra, abbiamo festeggiato sulle macerie senza fermarci a raccoglierle e a chiederci cosa sarebbe cambiato. Abbiamo solo osservato e continuato a festeggiare...&lt;br /&gt;E adesso eccoci qui, giovani senza futuro, adulti&amp;nbsp;ormai vecchi, a guardare nel vuoto senza riuscire a&amp;nbsp;trovare la maniglia del paracadute... senza riuscire a trovare nemmeno il paracadute! Non lo abbiamo proprio&amp;nbsp;mai avuto, non ce lo siamo procurato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vuoto non perdona! La Terra è il limite. &lt;br /&gt;E noi ci stiamo avvicinando...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-402400371700205511?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/402400371700205511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=402400371700205511' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/402400371700205511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/402400371700205511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2011/02/earth-is-limit.html' title='Earth is the limit.'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-6176117833529134447</id><published>2010-11-03T11:24:00.002+01:00</published><updated>2010-11-03T11:26:52.742+01:00</updated><title type='text'>La calma apparente e l'agitazione effettiva</title><content type='html'>La ricerca delle passioni è una cosa che andrebbe fatta da piccoli, appena si è in grado di sentire la mancanza di qualcosa o di qualcuno. &lt;br /&gt;La lezione che ci da&amp;nbsp;l'avvento del&amp;nbsp;digitale, infatti, è proprio questa: le dinamiche scaturiscono dall'alternarsi di vuoto e pieno, le decisioni devono essere prese in base alla presenza o assenza di reali intenzioni e motivi -letteralmente 'motivi'- per i quali adoperarsi e addossarsi responsabilità. &lt;br /&gt;In 25 anni di vita ho fatto molti errori, molte cagate, e&amp;nbsp;ancor più&amp;nbsp;considerazioni affrettate: uno come me che è sempre stato particolarmente combattuto sull'ascoltare il cuore o piuttosto il cervello non può toccare un equilibrio se non per brevissimi periodi interiori, momenti nei quali sento di vivere bene. &lt;br /&gt;A portare la felicità comunque sappiamo benissimo che sono gli stimoli esterni (e si torna al concetto del&amp;nbsp;digitale), avere un lavoro o meno, avere una compagna o meno, avere delle proprietà o delle ricchezze che ti permettano di soddisfare i tuoi desideri, nella minima misura in cui ognuno di noi riesce a colmarli.&lt;br /&gt;Purtroppo andando avanti mi sto rendendo conto di come siano il nero ed il bianco a dominare questo mondo: le tinte intermedie sono scialbe, sbiadite, impercettibili come il cielo grigio di Novembre, non sai dove comincia e non sai dove finisce.&lt;br /&gt;Non so quale tinta mi appartenga, probabilmente più di una, una multicolore che come è normale si contamina di altri colori, saturazioni... una cosa è certa: non sono, e non voglio essere, nè bianco, nè nero...&lt;br /&gt;Troverò un sentiero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-6176117833529134447?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/6176117833529134447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=6176117833529134447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/6176117833529134447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/6176117833529134447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/11/la-calma-apparente-e-lagitazione.html' title='La calma apparente e l&apos;agitazione effettiva'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-368693194034778922</id><published>2010-06-17T19:47:00.001+02:00</published><updated>2010-06-17T19:56:20.919+02:00</updated><title type='text'>Il pattern "Effe" nella lettura delle pagine web</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.useit.com/eyetracking/eyetracking_shoppingcart.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" qu="true" src="http://www.useit.com/eyetracking/eyetracking_shoppingcart.png" width="449" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Ecco a voi la famosa immagine ricavata dallo studio sull'EYE TRACKING dei ricercatori Jakob Nielsen e Kara Pernice...&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Per saperne di più &lt;a href="http://www.useit.com/eyetracking/"&gt;http://www.useit.com/eyetracking/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;ma occhio all'inglese&amp;nbsp; ;-)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-368693194034778922?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/368693194034778922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=368693194034778922' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/368693194034778922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/368693194034778922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/il-pattern-effe-nella-lettura-delle.html' title='Il pattern &quot;Effe&quot; nella lettura delle pagine web'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-47724161420092754</id><published>2010-06-15T14:05:00.003+02:00</published><updated>2010-06-15T17:14:44.565+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Che cos'è Intranet?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Essa è una rete aziendale contenente informazioni che riguardano i soli&amp;nbsp;professionisti performanti all'interno dell'azienda stessa... non sono pubblicamente accessibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Intranet è la cassetta degli attrezzi ideale per chi lavora in una realtà privata&amp;nbsp;o nel pubblico, ma raramente viene sfruttata come si potrebbe.&amp;nbsp;Spesso essa è stata male impiegata&amp;nbsp;perchè è stato necessario porsi su internet, che&amp;nbsp;in quanto&amp;nbsp;mondo aperto porta consenso istituzionale e pubblico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In base all'organizzazione che la utilizza, si suddivide in due principali tipologie:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Le Intranet Istituzionali sono essenzialmente rivolte alle attività di supporto della catena del valore (comunicazione interna, gestione delle risorse umane, amministrazione e controllo, gestione delle facilities, ecc). Costituiscono in genere un canale di comunicazione prevalentemente "unidirezionale" (dall'impresa al personale) che pubblica on-line informazioni di utilità generale (rassegna stampa, bollettini, notizie sulla vita aziendale, rubrica dei dipendenti, informazioni sui prodotti, ecc). In alcuni casi offrono anche servizi che automatizzano e semplificano, in una logica self-service, alcune specifiche attività: modulistica, prenotazione sale riunioni, Help Desk, sportello biblioteca, e-Learning, ecc. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Le Intranet Istituzionali possono avere un duplice obiettivo:&amp;nbsp;da una&amp;nbsp;parte&amp;nbsp;aumentare il senso di appartenenza dei dipendenti all'azienda e sviluppare una visione e una cultura aziendale comune,&amp;nbsp;dall'altra semplificare e ridurre i costi di alcune procedure rivolte al personale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La seconda tipologia risponde al nome di Intranet&amp;nbsp;Operative;&amp;nbsp;esse nascono per supportare le attività primarie della catena del valore (operation, sales, marketing, ecc.). Hanno, in genere, ambiti di azione più circoscritti rispetto agli altri modelli di Intranet, essendo rivolte tipicamente solo a quelle persone con specifici ruoli e compiti nei processi supportati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gli obiettivi che si prefiggono sono strettamente connessi agli specifici processi: possono essere obiettivi di efficienza, legati all'automazione di alcune attività, oppure obiettivi di efficacia, legati all'aumento della qualità di un processo (ad esempio, nel caso di un'applicazione di Customer Relationship Management, migliore servizio al cliente grazie alla più ampia base informativa disponibile al personale commerciale).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Esisterebbe poi un terzo tipo di Intranet aziendale: l'intranet di&amp;nbsp;Knowledge Management.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Queste sono finalizzate a favorire l'accumulo, l'archiviazione e la condivisione della conoscenza in un'impresa. Si tratta di applicazioni che spesso hanno una valenza trasversale rispetto ai processi, anche se in alcuni casi possono essere maggiormente focalizzate su specifici ambiti aziendali (ad esempio, la ricerca e sviluppo o la funzione commerciale). A questo fine mettono a disposizione del personale dell'impresa funzionalità di supporto alla gestione dei documenti (archiviazione, indicizzazione, correlazione, versioning, ricerca) e, a volte, strumenti di community sia sincroni (chat, instant messaging, ecc.) che asincroni (forum, mailing list, ecc.).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Oggi la gestione delle intranet nelle attività pubbliche è quasi sempre demandata agl’informatici. Non viene continuativamente aggiornato... in pochissimi casi c’è una redazione apposita che si occupi sempre di aggiornare i contenuti.&amp;nbsp;Ciò è uno spreco di risorse per due motivi principali: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La comunicazione interna è fondamentale; essa permette di ottimizzare tempi, risorse, sforzi e migliora&amp;nbsp;l'efficienza dell'intera azienda partecipante. La gestione della&amp;nbsp;conoscenza è uno dei&amp;nbsp;valori principali di un'azienda, non per questioni di&amp;nbsp;controllo, ma per ottenere&amp;nbsp;l'armonizzazione delle proprie&amp;nbsp;strutture interne&amp;nbsp;verso l’obbiettivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Una buona intranet da la possibilità di fare una buona internet. Non esiste una comunicazione verso l’esterno se non c’è comunicazione interna.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Pur essendo intranet un mondo dove centinaia di migliaia di persone lavorano ogni giorno, è sempre abbastanza abbandonata a se stessa. Perchè? Cosa manca in intranet? Manca la diretta, manca la realtà del momento. E' una situazione statica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Molte aziende hanno però altri organi di comunicazione: oltre ad house organ e newsletters, ci sono anche radio o webtv aziendali o societarie... mediano tra l’intranet e l’internet dell’azienda. Più è grande una realtà più grande è l’investimento nella comunicazione (perchè è difficile raggiungere realtà lontane).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-47724161420092754?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/47724161420092754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=47724161420092754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/47724161420092754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/47724161420092754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/che-cose-intranet-essa-e-una-rete.html' title=''/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-2306657043915456942</id><published>2010-06-15T13:58:00.000+02:00</published><updated>2010-06-15T13:58:17.283+02:00</updated><title type='text'>Comunicazione Politica...</title><content type='html'>ASSENTE: ringrazio tutti coloro che hanno postato nel proprio blog in merito a&amp;nbsp;questa lezione, permettendomi di assimilarne comunque i contenuti fondamentali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-2306657043915456942?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/2306657043915456942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=2306657043915456942' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/2306657043915456942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/2306657043915456942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/comunicazione-politica.html' title='Comunicazione Politica...'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-7103880497315638803</id><published>2010-06-14T13:57:00.000+02:00</published><updated>2010-06-15T14:00:24.777+02:00</updated><title type='text'>Comunicazione istituzionale (a ritmo sincopato)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un comunicatore deve raggiungere il proprio obbiettivo: arrivare con un messaggio! Ci sono diverse strategie per arrivarci...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;è tutto&amp;nbsp;quell'apparato di informazioni, identificanti l’immagine e le attività di un'istituzione,&amp;nbsp;non strettamente legate ad un risultato economico, ma che danno un valore o sociale o di trasparenza o aumentano la qualità percepità di un’attività commerciale. Va rapportata alla comunicazione di prodotto, che non deve essere esclusivamente privata, ma può essere anche pubblica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Com. Istituz e comunicazione di prodotto vengono spesso confuse, perchè ci sono problemi di professionalità ed etica, in particolare nel nostro paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Qual’è il vero distinguo? Trasparenza e correttezza, io devo poter leggere in trasparenza come viene effettuata la comunicazione istituzionale. Il web primeggia in questo, in quanto c’è una tracciabilità molto spiccata tramite il mezzo web! -MATCHARE- &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un altro mezzo di comunicazione (carta, tv, radio) ti permette cmq un percorso di tracciabilità, però al di là del fattore tempo, c’è il problema di mettersi in contatto. Se invece Internet è gestito correttamente ed è quindi permessa l’interattività con il consumatore o cmq il fruitore della comunicazione, la facilità triplica! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Altre forme di comunicazione istituzionale sono: comunicati stampa fisici, pubblicità istituzionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Fare i comunicatori significa avere una committenza pubblica o privata, che permetta di conseguire un risultato che non deve essere negativo per il committente (esempio del bilancio in cui si esaltano le parti positive del bilancio, celando il più possibile quelle negative). La comunicazione istituzionale ha delle regole ferree che però è difficile applicare in toto. Per questo spesso viene a confondere certe caratteristiche con gli altri tipi di comunicazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sul web c’è un feedback immediato se lo scopo è stato raggiunto, mentre nelle comunicazioni istituzionali fatte tramite altri mezzi la risposta è ovviamente più lenta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Com. Privata istituzionale: cerca sempre di mantenere alti i valori del brand (in fin dei conti per venderlo) e per questo ha dei tratti in comune con la comunicazione di prodotto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Com. Pubblica istituzionale: le cose si complicano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Deve essere trasparente, esaustiva, ha l’obbligo di essere interattiva (ma spesso non lo è), dovrebbe essere comprensibile a tutti, aperta e tracciabile!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tre&amp;nbsp;formule di risposta da parte delle istituzioni se chiedi informazioni: risposta automatica (che non ti risponde), risposta preindirizzata (scrivi qui per questo, la per questo), risposta effettiva con contatto diretto (e FORSE le soluzioni che cerchi).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-7103880497315638803?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/7103880497315638803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=7103880497315638803' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/7103880497315638803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/7103880497315638803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/comunicazione-istituzionale-ritmo.html' title='Comunicazione istituzionale (a ritmo sincopato)'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-3425946711399220703</id><published>2010-06-13T13:23:00.001+02:00</published><updated>2010-06-15T14:02:29.057+02:00</updated><title type='text'>Cenni sul Copyleft. (No, non ho confuso le direzioni...)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Informazioni liberamente tratte e riscritte, in sintonia col Copyleft :-), da Wikipedia, l'enciclopedia libera&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;img border="0" height="400" qu="true" src="http://ilblogdelpiera.files.wordpress.com/2009/04/copyleft-e-copyright.jpg" width="372" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L'espressione&amp;nbsp;Copyleft&amp;nbsp;nasce per contrasto con il celeberrimo termine&amp;nbsp;copyright: il gioco di parole sta nello scambio&amp;nbsp;tra i termini "right" (destra)&amp;nbsp;e "left" (sinistra), perfetta sintesi etimologica&amp;nbsp;dell'effettiva somiglianza e differenza tra i due concetti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Individuato simbolicamente con una "C" cerchiata rovesciata -esatto contrario del simbolo del Copyright- esso rappresenta un'alternativa di modello di gestione dei diritti d'autore. Si&amp;nbsp;basa su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore&amp;nbsp;permette ad altri fruitori di utilizzare, diffondere&amp;nbsp;ed eventualmente modificare liberamente&amp;nbsp;la propria opera a patto di&amp;nbsp;rispettare di alcune condizioni essenziali. Nella sua&amp;nbsp;versione pura e originaria (cioè quella riferita all'ambito informatico), la condizione principale obbliga i fruitori dell'opera, nel caso vogliano distribuire l'opera modificata, a farlo sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto l'insieme di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;sfrutta i principi di base del diritto d'autore non per controllare la circolazione dell'opera bensì per stabilire un modello virtuoso di circolazione dell'opera, che si contrappone al modello detto proprietario. In questo senso, dunque, è corretto dire che il copyleft esiste proprio grazie al diritto d'autore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Una licenza basata sui principi del copyleft, tipicamente, garantisce a chiunque possegga una copia di un lavoro le stesse libertà del suo autore, incluse quattro libertà basilari:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;1.la libertà di usare a propria discrezione e di studiare quanto ottenuto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;2.la libertà di copiare e condividere con altri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;3.la libertà di modificare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;4.la libertà di ridistribuire i cambiamenti e i lavori derivati&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Per contro,&amp;nbsp;queste licenze copyleft, per avere qualche tipo di efficacia, hanno bisogno di usare in modo creativo le regole e le leggi che disciplinano le proprietà intellettuali; per esempio quando si tratta della legge sul copyright (che è il caso principale) tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito al lavoro protetto dal copyleft devono divenire co-detentori del copyright di quel lavoro ed allo stesso tempo rinunciare ad alcuni dei diritti garantiti dal copyright, per esempio rinunciare al diritto di essere l'unico distributore delle copie di tale lavoro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-3425946711399220703?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/3425946711399220703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=3425946711399220703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/3425946711399220703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/3425946711399220703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/cenni-sul-copyleft-no-non-ho-confuso-le.html' title='Cenni sul Copyleft. (No, non ho confuso le direzioni...)'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-4097352387966211786</id><published>2010-06-13T13:22:00.002+02:00</published><updated>2010-06-17T20:00:23.485+02:00</updated><title type='text'>La filosofia dell'Open Source</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;La Cattedrale e il Bazaar&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Da &lt;em&gt;Wikipedia, l'enciclopedia libera&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://secuoyas.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/cathedral-and-the-bazaar-book-cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" qu="true" src="http://secuoyas.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/cathedral-and-the-bazaar-book-cover.jpg" width="207" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Cattedrale e il Bazaar&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è un saggio sullo sviluppo del software scritto da Eric S. Raymond. Esso descrive un nuovo modello di sviluppo, il cui esempio più famoso ed efficace è la modalità di costruzione del Kernel Linux. L'autore per verificare le proprie ipotesi decide di utilizzare lo sviluppo collaborativo per il programma fetchmail e nel saggio viene descritta la genesi e lo sviluppo del progetto analizzando le interazioni con gli altri sviluppatori e i vantaggi rispetto al modello classico. La prima presentazione del saggio si è avuta durante un congresso su Linux il 27 maggio 1997 e in seguito il saggio è stato pubblicato come parte dell'omonimo libro. Questo saggio viene usualmente considerato il manifesto del movimento open source.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il saggio descrive in sostanza due contrapposte modalità di sviluppo del software libero:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nel &lt;strong&gt;modello a Cattedrale&lt;/strong&gt; il programma viene realizzato da un numero limitato di "esperti" che provvedono a scrivere il codice in quasi totale isolamento. Il progetto ha una suddivisione gerarchica molto stretta e ogni sviluppatore si preoccupa della sua piccola parte di codice. Le revisioni si susseguono con relativa lentezza e gli sviluppatori cercano di rilasciare programmi il più possibile completi e senza bug. Il programma Emacs, il GCC e molti altri programmi si basano su questo modello di sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nel &lt;strong&gt;modello a Bazaar&lt;/strong&gt; il codice sorgente della revisione in sviluppo è disponibile liberamente, gli utenti possono interagire con gli sviluppatori e se ne hanno le capacità possono modificare e integrare il codice. Lo sviluppo è decentralizzato e non esiste una rigida suddivisione dei compiti, un programmatore di buona volontà può modificare e integrare qualsiasi parte del codice. In sostanza lo sviluppo è molto più anarchico e libero, da qui il nome di modello a Bazaar. Il Kernel Linux e molti programmi utilizzano questo nuovo modello di sviluppo associativo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La tesi centrale di Raymond è che "&lt;strong&gt;Dato un numero sufficiente di occhi, tutti i bug vengono a galla&lt;/strong&gt;". Questa affermazione (che Raymond chiama "Legge di Linus") costituisce, a suo parere, il motivo centrale del successo del progetto del Kernel Linux. Prima dell'avvento di Linux si riteneva che ogni progetto di una certa complessità avesse bisogno di essere adeguatamente gestito e coordinato: in caso contrario il progetto sarebbe collassato sotto il peso di moltissime revisioni e modifiche, prodotte da più persone e quindi spesso incompatibili. Il progetto Linux riuscì a dimostrare che non solo questo non accadeva, ma che al contrario al crescere del numero di sviluppatori anche la qualità e l'affidabilità del software migliorava.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il modello a Cattedrale è un modello tipico delle aziende commerciali. Queste normalmente non rilasciano il codice sorgente, e una nuova revisione del programma può richiedere anni; viceversa, il modello a Bazaar è un modello che si è molto diffuso nell'ambiente del software libero, poiché consente ad ogni utente di ricoprire il ruolo di beta tester dei programmi. Lo stesso utente può perfino modificare il programma, se lo desidera: questo consente un rapporto stretto tra utilizzatori e programmatori, un rapporto paritario che ben si adatta alla filosofia del software libero. Consente inoltre un attento controllo del codice, aiutando ad eliminare rapidamente la maggior parte dei bug; questione invece complessa per un software prodotto con la modalità a Cattedrale, dove solo un numero limitato di persone lavora sul codice.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La modalità a cattedrale è la stessa metodologia di sviluppo che viene utilizzata dagli editori di enciclopedie commerciali: un numero limitato di esperti si preoccupa di compilare tutte le voci. La modalità a bazaar invece è quella utilizzata da Wikipedia: ogni lettore, se lo desidera, può integrare e migliorare i contenuti e la verifica delle modifiche apportate al testo è gestita dagli stessi utenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-4097352387966211786?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/4097352387966211786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=4097352387966211786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/4097352387966211786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/4097352387966211786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/la-filosofia-dellopen-source.html' title='La filosofia dell&apos;Open Source'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-1012908574293131565</id><published>2010-06-11T15:03:00.000+02:00</published><updated>2010-06-14T15:04:10.698+02:00</updated><title type='text'>Internet: tra etica della gratuità e necessario (+ o -) ritorno economico...</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Internet dovrebbe essere gratuito per definizione, in quanto rete creata per facilitare le comunicazioni di tutti. Sono sempre di più le realtà costituzionali che cercano di intavolare&amp;nbsp;una discussione sul considerare il&amp;nbsp;collegamento ad Internet tra i diritti dell'uomo (non ultima, la&amp;nbsp;Svezia). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In maniera direttamente proporzionale sta però prendendo piede il dibattito sui &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;contenuti editoriali a pagamento. Da un paio di anni se ne parla, anche per la coincidenza della crisi economica. C’è stato un aumento dei debiti e dei bilanci negativi, che hanno portato gli editori a pensare di correre ai ripari. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Per il momento ci sono solo alcune situazioni di grandi giornali che hanno deciso di offfrire&amp;nbsp;parte dei&amp;nbsp;propri&amp;nbsp;contenuti&amp;nbsp;a pagamento (VAS, servizi di valore aggiunto). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il&amp;nbsp;fatto è che i primi a "sbagliare" sono stati proprio gli editori, che sono stati molto&amp;nbsp;generosi nell'offerta di contenuti gratuiti&amp;nbsp;sin dall’inizio, presi dalla corsa concorrenziale&amp;nbsp;a fornire accessi, applicazioni e&amp;nbsp;servizi. L'attuale situazione, che potremo definire&amp;nbsp;di imbarazzo, è dunque diretto frutto della poca lungimiranza sul (e di una&amp;nbsp;cattiva percezione del) fenomeno di crescita degli utenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In realtà, il mercato in questo momento lo fanno i produttori delle macchine, non i produttori di contenuti. L'azienda Apple, ad esempio,&amp;nbsp;imposta i costi per il download delle applicazioni di terzi. L’editoria analogamente si trova costretta a sottostare alle leggi di un mercato che penalizza ciò che è fisico, cartaceo e tattile di fronte alla gratuità degl’impalpabili, ma assimilabilissimi,&amp;nbsp;contenuti web.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Per il momento pare che l'unica soluzione a cui si approderà&amp;nbsp;sia&amp;nbsp;il progressivo inserimento di contenuti informativi via web a pagamento, per imporre un freno al mercato gratuito. Un esempio ne è, "come sempre" verrebbe da dire, Repubblica.it, la quale ha elaborato un'apposita applicazione per utenti Ipod Touch, Iphone ed Ipad nella quale vengono visualizzati i titoli ed essenziali&amp;nbsp;sunti dei contenuti di una news, insieme all'incipit dell'articolo stesso (puntando forse sulle&amp;nbsp;caratteristiche dei pezzi giornalistici, che sappiamo essere scritti appositamente con LEAD intriganti per catturare l'occhio del lettore ed ottenerne l'attenzione).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Bisogna però dire che dietro alla gratuità risiede anche un problema di etica professionale, in quanto chi produce contenuti che non gli porteranno frutto economico sarà naturalmente portato a ridurre il proprio impegno. C’è quindi un &lt;strong&gt;problema etico&lt;/strong&gt;. Inoltre. dal punto di vista editoriale è un suicidio far lavorare persone in maniera gratuita. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Questo dialogo Pagamento-Gratuità, che come in un tragico conflitto di valori di scheleriana memoria sembra portare sia in un senso, sia nell'altro ad una soluzione di difficile sopportazione da parte rispettivamente degli utenti e dei fruitori, continua incessante e sta facendo riflettere intere branche dell'economia. Ed i prossimi passi saranno fondamentali, per il semplice fatto che qualsiasi siano le decisioni prese, soprattutto in caso di accorgimenti legali, costituiranno precedenti dei quali volenti o nolenti tutte le istituzioni dovranno tenere conto nel loro futuro...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-1012908574293131565?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/1012908574293131565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=1012908574293131565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/1012908574293131565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/1012908574293131565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/internet-tra-etica-della-gratuita-e.html' title='Internet: tra etica della gratuità e necessario (+ o -) ritorno economico...'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-4516034495388449840</id><published>2010-06-10T14:00:00.005+02:00</published><updated>2010-06-14T14:06:31.645+02:00</updated><title type='text'>Repubblica: approfondimento storico.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nella sconsolante impossibilità (almeno da parte mia) di inserire il lettore multimediale direttamente nel post, mi vedo costretto a pubblicare il singolo&amp;nbsp;link:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=551"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"La Storia Siamo Noi", puntata su Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;'La Storia Siamo Noi' è un&amp;nbsp;programma di approfondimento e di inchiesta conoscitiva a stampo storico che fornisce ricostruzioni di vicende, crimini,&amp;nbsp;fatti&amp;nbsp;o casi politici che abbiano avuto una rilevanza storica di un certo spessore. Il direttore, Giovanni Minoli,&amp;nbsp;è un esperto nel confezionamento di&amp;nbsp;programmi televisivi&amp;nbsp;di servizio pubblico. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sito internet:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/"&gt;http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-4516034495388449840?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/4516034495388449840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=4516034495388449840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/4516034495388449840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/4516034495388449840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/06/repubblica-approfondimento-storico.html' title='Repubblica: approfondimento storico.'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-3709134624437174894</id><published>2010-05-13T18:43:00.005+02:00</published><updated>2010-06-12T18:39:39.188+02:00</updated><title type='text'>La Summa...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Molto bene...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Innanzitutto mi scuso per il ritardo maturato&amp;nbsp;nel pubblicare questo post. Per chi non lo sapesse, infatti, questo mio blog (pre-esistente alle esigenze del corso di 'Informatica per il Giornalismo') era stato utilizzato ormai&amp;nbsp;3 anni fa al fine di redigere una presentazione per un laboratorio sul blog, utile al conseguimento della mia laurea in Scienze della Comunicazione a Bologna. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Le operazioni di riordino e rispolvero propedeutiche al riutilizzo di questo strumento per il nuovo obbiettivo sono state dilazionate a causa di impegni vari (esami, lezioni, eruzioni vulcaniche,&amp;nbsp;ecc.) e soprattutto a causa della scomparsa improvvisa del mio fidato computer, che mi ha abbandonato proprio in questi giorni dopo 5 splendidi anni di eroico servizio...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E' ora grazie ad un generoso prestito che riesco finalmente a confezionare questo impegnativo post, nel quale mi prefiggo di tracciare in maniera essenziale alcuni dei contenuti più importanti delle lezioni fino ad oggi affrontate&amp;nbsp;insieme a voi in quel di Parma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In primo luogo, abbiamo sottolineato quanto siano cambiate le cose con l'avvento dei giornali on-line&amp;nbsp;ed in generale&amp;nbsp;con l'avvento e la successiva&amp;nbsp;diffusione di Internet: i giornali a stampa hanno modificato le loro procedure di redazione ed i criteri di approfondimento delle notizie stesse per tenere il passo&amp;nbsp;e riuscire ad offrire un certo&amp;nbsp;vantaggio competitivo rispetto ai mezzi di informazione in Rete. Le testate hanno dovuto&amp;nbsp;modificare la grafica, la quantità di contenuti&amp;nbsp;figurativi e l'appeal ottico in generale per riuscire ad avvicinarsi il più possibile all'immediatezza delle news lette sullo schermo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nonostante ciò, il criterio della Velocità d'informazione&amp;nbsp;continua a spuntarla su tutti questi accorgimenti e praticamente 11 milioni d'italiani s'informano quasi esclusivamente per&amp;nbsp;mezzo elettronico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Tale nuova tendenza ha portato ad innumerevoli vantaggi nel modo di fruire delle news da parte degli utenti informatici: i lettori online possono lasciare commenti, dire la loro, confrontarsi facilmente con chi ha opinioni differenti (anche se&amp;nbsp;di quando in quando&amp;nbsp;si rischia di sfociare nella bagarre..).&amp;nbsp;Inoltre, tramite la&amp;nbsp;ricerca online delle&amp;nbsp;news, l'utente è in grado di trovare anche tutte quelle notizie che non rientrerebbero nell'agenda setting delle testate giornalistiche di qualsivoglia media&amp;nbsp;in quel dato&amp;nbsp;giorno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Per ogni Forza, come ci insegna George Lucas, esiste però un Lato Oscuro. Nello specifico caso dell'informazione sul web, i principali della buona informazione sono due: il "Copia e Incolla" e le "Bufale".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;COPIA E INCOLLA: il cosiddetto "Copia e Incolla" è una caratteristica non solo di molti articoli online delle più disparate testate giornalistiche su Internet, ma anche di tutti quei siti, blog e forum satellite che fanno da raccoglitori di informazione giornalistica telematica.&amp;nbsp;Sempre&amp;nbsp;più spesso&amp;nbsp;chi si trova a scrivere per&amp;nbsp;i giornali online prende una nota divulgata dalle agenzie di&amp;nbsp;stampa e la pubblica così,&amp;nbsp;senza interpretazione nè particolare approfondimento,&amp;nbsp;per rispondere al criterio (fondamentale&amp;nbsp;per il web)&amp;nbsp;della Velocità d'informazione. In questo modo la notizia viene subito letta dall'utente, ma la chiave interpretativa tipica dell'informazione giornalistica va da questo ricercata o qualche ora dopo, quando probabilmente verrà pubblicato un commento, o addirittura il giorno dopo sul supporto cartaceo (il cui simulacro&amp;nbsp;si potrà troivare&amp;nbsp;a pagamento&amp;nbsp;anche in rete) della testata stessa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;BUFALE: le "Bufale", notizie false&amp;nbsp;largamente diffuse su internet&amp;nbsp;senza essere state prima verificate, sono all'ordine del giorno nel mondo dell'informazione in rete. Anch'esse dipendono direttamente dal criterio della Velocità d'informazione, in quanto la loro&amp;nbsp;divulgazione dipende proprio dalla volontà di chi le ha pubblicate di dare tale notizia per primo o comunque in concorrenza con altri organi informativi. Il "pericolo" è dato dal fatto che, se la notizia risulta appunto essere&amp;nbsp;falsa, richiede un'errata corrige tempestiva da parte di chi l'ha resa nota,&amp;nbsp;pena un&amp;nbsp;conseguente imbarazzo della/e testata/e pubblicante/i e diminuzione della fidelizzazione (si immagini il caso in cui la notizia venga smentita da un qualche utente ben informato prima che la testata provveda autonomamente).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Un sito che aiuta con poche idee, ma intelligenti, chiunque avesse il dubbio di ritrovarsi davanti ad una Bufala può essere consultato all'indirizzo:&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href="http://www.calvibit.net/internetpc/bufale.htm"&gt;http://www.calvibit.net/internetpc/bufale.htm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-3709134624437174894?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/3709134624437174894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=3709134624437174894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/3709134624437174894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/3709134624437174894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2010/05/la-summa.html' title='La Summa...'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7885687453670553916.post-2613188661275177211</id><published>2007-12-12T12:07:00.000+01:00</published><updated>2007-12-13T15:30:14.000+01:00</updated><title type='text'>Il paradosso della blog-terapia: un diario pubblico?</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;"Credo che i diari siano stati soprattutto inventati dalle persone infelici. [...]&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Q&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"&gt;uando soffri, la sofferenza a volte è muta, non trova un interlocutore.&lt;br /&gt;E allora il diario in qualche modo ti aiuta, è l'ultimo amico segreto,&lt;br /&gt;è l'ultimo interlocutore possibile, formidabile. Guai al sofferente che avesse perso l'ultima pagina di carta su cui scrivere."&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;Affermava lo psicologo Paolo Crepet in un seminario tenutosi a Roma nel 2004 davanti agli studenti del liceo scientifico Newton.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il diario è un supporto cartaceo nel quale registrare pensieri, azioni, intenzioni e ritratti di se stessi in determinati momenti della propria vita. Esso risponde a &lt;strong&gt;tre principali necessità dell'individuo:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;riservatezza&lt;/strong&gt; (non dover confessare pensieri con nessun altro all'infuori di sè)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;riordino mentale&lt;/strong&gt; (inteso anche come sfogo)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;autocomprensione&lt;/strong&gt; (di pensieri, ma anche di capacità)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;"Penso che la scrittura sia uno strumento di creazione di uno specchio, in cui ci si può "leggere" [...]&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Noi non siamo una cosa, siamo tante cose.&lt;/strong&gt; A un'ora di distanza non ci riconosciamo più, come deve essere."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"&gt;Scrivendo su un diario, lo scrivente si proietta in esso e...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"STUDENTE: Professore, nel diario confluiscono varie componenti: il concetto di segreto, il diritto alla privacy e il bisogno di comunicare. Ma quando un adolescente scrive sul proprio diario, &lt;strong&gt;con chi intende comunicare?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CREPET: &lt;strong&gt;Principalmente con se stessi, cioè con quella parte che sta crescendo, che è l'identità. Scrivere il proprio diario è una possibile modalità per distinguere e capire, quando finisce l'infanzia e comincia l'adolescenza&lt;/strong&gt; [...]&lt;strong&gt; C'è la necessità di stare soli, la necessità di avere un proprio mondo, la necessità di essere autarchici, cioè di badare a se stessi, dal punto di vista sentimentale.&lt;/strong&gt; Non dover dire tutto alla mamma, al papà, allo zio, al fratello grande e nemmeno agli amici. Il diario è il massimo del segreto possibile. &lt;strong&gt;Ha un'ambiguità: è scritto, quindi come tale potrebbe essere letto, potrebbe essere violato, e questa possibilità naturalmente piace: È come lasciare una busta chiusa su un tavolo. È chiusa, ma è sul tavolo, è su un luogo pubblico.&lt;/strong&gt; "&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.paolocrepet.it/lastnews.asp?ID_elemento=2"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://www.paolocrepet.it/lastnews.asp?ID_elemento=2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;Naturalmente in tale peculiarità risiede il meccanismo che più richiama l'analogia col blog. Il fatto che un'espressione segreta di noi stessi sia in realtà alla portata di chiunque ci stia intorno rende il blog un seducente diario pubblico, la possibilità per ognuno di creare un vedo-non vedo su se stessi. Chi scrive è portato a condividere informazioni su di sè, chiedendo pareri agli altri, ma allo stesso tempo sa di essere riuscito in un qualche modo a trattenere qualcosa per sè, di aver criptato una trama di fondo che solamente lui può capire e che gli si svela ogni volta che rilegge i propri elaborati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;Di certo, la comunicazione con gli altri rimane comunque la principale intenzione di chiunque apra un personal-blog. La linea di confine tra pubblico e privato cambia, ma la necessità di rifugiarsi in un luogo lontano dalle mura domestiche rimane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;Non è da sottovalutare (almeno per quanto riguarda gli adolescenti) il fatto che i blog, pur essendo alla mercè di tutti, riescono spesso anche a preservare la caratteristica di riservatezza rispetto alle figure di rilievo della famiglia. Spesso i genitori sono soggetti al naturale analfabetismo informatico che gli esclude la possibilità di leggere le riflessioni dei propri figli, così come accadeva (o almeno sarebbe dovuto accadere) con i diarii segreti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;Il blogger tenta quindi di creare un gruppo sociale d'appartenenza diverso da quello che si trova ad affrontare ogni giorno nella vita reale allo scopo di trovare forza nella condivisione di paure, incertezze, stati d'animo (anche gioiosi) e problemi personali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il sociologo Alberto Abruzzese:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;"sono i soggetti considerati più deboli che riescono a fare un uso antitradizionale e innovativo di Internet, scardinando dal profondo le demarcazioni tra pubblico e privato. E trasformando anche il concetto di privato come lo abbiamo pensato fino ad oggi".&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2004/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/blogragazze/blogragazze/blogragazze.html"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://www.repubblica.it/2004/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/blogragazze/blogragazze/blogragazze.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;font-size:130%;"&gt;"Per riprendere una definizione di De Kerckhove, i blog costituiscono la rappresentazione della maturità delle Rete. &lt;strong&gt;Non sono una mera forma di esibizione dell’io, ma rappresentano il rapporto con gli altri.&lt;/strong&gt; Ross Mayfield li definisce “network comunicazionali” che stabiliscono relazioni sulla base della comunicazione. Le persone vengono conosciute grazie a ciò che scrivono e rispondere loro consente di innescare un &lt;strong&gt;circolo di fiducia reciproca&lt;/strong&gt;.&lt;strong&gt; Attualmente circa il 60% dei blog sono diari personali&lt;/strong&gt;, ogni giorno vengono creati circa 15.000 nuovi weblog."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.humantrainer.com/articoli/fata_mondo-blog.pdf"&gt;http://www.humantrainer.com/articoli/fata_mondo-blog.pdf&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;La funzione del blog comprende dunque quella di una sorta di "diario scolastico" all'ennesima potenza, il quale trae estrema efficacia a livello espressivo dal fatto che non si scrive in classe, di nascosto o durante un'ora buca, con tutte le limitazioni e variabili che si possono avere nell'utilizzo di quello strumento a noi noto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il concetto di Eterotopia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"L’eterotopia è un luogo reale che costituisce una sorta di contro-luogo: un’utopia effettivamente realizzata, nella quale il luogo reale viene al contempo rappresentato, contestato e sovvertito. Foucault definisce questo luogo eterotopia, in opposizione all’utopia, che descrive ideali non realizzati."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Nell’ambito che qui ci interessa, si ha comunque a che fare con una "produzione" di "stimoli". Ma sono stimoli "funzionali" all’incremento di interazioni comunicative.&lt;/strong&gt; [...]&lt;br /&gt;Si tratta di un contro-luogo, che potremmo anche definire un "non-luogo del linguaggio" — cito ancora Le parole e le cose — dove il linguaggio stesso riesce a enumerare, a dispiegare e ad accostare "cose senza rapporto", entro "la dimensione, senza legge e geometria, dell’eteroclito": un "pensiero senza spazio", dunque [...] che presuppone l’annullamento dello "spazio comune degli incontri".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.pol-it.org/ital/granieribook2005.htm"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://www.pol-it.org/ital/granieribook2005.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"&gt;"I weblog come nota acutamente Granieri divengono infatti, una specie di prolungamento informatico del "sé" degli autori. In Rete si costruisce la propria personalità e un weblog può diventare il segno più forte della propria presenza, quello che dà il tono alle altre tracce sparse e ricompattate dagli "spider" dei motori di ricerca. I blog sono una specie di "doppio" informatico dell'autore, un gemello testuale che abita la Rete". &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.pol-it.org/ital/counterpoint5.htm"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"&gt;http://www.pol-it.org/ital/counterpoint5.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;Ancora:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;"Nella blogosfera regna una quasi democrazia:&lt;/strong&gt; chiunque può conquistare visibilità se osserva le regole, partecipa alle discussioni, mette liberamente a disposizione la sua esperienza, le sue conoscenze." &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.humantrainer.com/articoli/fata_mondo-blog.pdf"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://www.humantrainer.com/articoli/fata_mondo-blog.pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;E' il caso di:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://sonodimagrita.splinder.com/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;http://sonodimagrita.splinder.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:130%;"&gt;Tutte queste caratteristiche concorrono a fare del blog un potente strumento terapeutico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tutti sono a conoscenza del potenziale terapeutico del diario. Ebbene il blog se possibile diviene uno strumento ancora più efficace, in quanto permette all'individuo di porsi contemporaneamente in contatto con se stesso &lt;strong&gt;E &lt;/strong&gt;con gli altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;"L’importante è comunque tenere presente la funzione di rappresentazione, che attraverso&lt;br /&gt;il meccanismo di proiezione, scatenano questi tipi di box.&lt;/strong&gt; Scrivere qualcosa in questo box &lt;em&gt;(lo spazio degl'interventi, n.d.r.)&lt;/em&gt; significa scrivere &lt;strong&gt;qualcosa che in primis verrà letto da se stessi (espellere da sé parti di sé)&lt;/strong&gt; e che comunque, ma questo in secondo piano, sullo sfondo, verrà letto da chiunque visiterà il blog (uno spazio per il pensiero). Inoltre, il secondo box &lt;em&gt;(la tabella dei link, n.d.r.)&lt;/em&gt; permette tramite collegamenti ramificati di creare una situazione di piccolo gruppo all’interno del vasto mondo dei Blog e di Internet.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;strong&gt;Altro elemento presente (ma non in tutti i blog) è il contatore delle visite. (Potremmo dire che questo contatore rappresenta una sorta di termometro narcisistico. Quanto ciò che io ho rappresentato di me piace agli altri?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;[...] Gli articoli e i commenti rappresentano la parte dinamica e la parte relazionale/gruppale. &lt;strong&gt;Le persone imparano ad amare il gruppo telematico e vi si affidano&lt;/strong&gt;, pur conservando sentimenti ambivalenti e qualche volta facendo un passo indietro per riconsiderare la stranezza dell’esperienza."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.matrice.it/"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://www.matrice.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; , Dottor Walter Iacobelli.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Qui troviamo l'opinione dei blogger stessi al riguardo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://blogdeiblog.blogspot.com/2006/06/caro-diario-non-sei-piu-segreto.html"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://blogdeiblog.blogspot.com/2006/06/caro-diario-non-sei-piu-segreto.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7885687453670553916-2613188661275177211?l=learner85.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://learner85.blogspot.com/feeds/2613188661275177211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7885687453670553916&amp;postID=2613188661275177211' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/2613188661275177211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7885687453670553916/posts/default/2613188661275177211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://learner85.blogspot.com/2007/12/il-paradosso-della-blog-terapia-un.html' title='Il paradosso della blog-terapia: un diario pubblico?'/><author><name>Learner 85</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04979194720872445041</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-2Phmh_pRYXo/TWQAMzAyqSI/AAAAAAAAABc/KZhy3-oXc_o/s220/orion.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
